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La storia della Città


Il nome "Cesano Maderno" deriva probabilmente da un nome proprio di persona "Cisius". L'attributo di "maternus" starebbe a indicare che il primitivo nucleo di Cesano era stato trasmesso in eredità per linea materna. 

In epoca medievale, Cesano fu feudo del monastero di Orona, fondato nel VIII secolo e situato a Milano. I rapporti tra le Badesse del monastero e i cesanesi non furono mai molto felici. Troviamo infatti nelle cronache del tempo molti tentativi di rivolta. Motivo di discordia era il rifiuto, da parte dei cittadini, di consegnare parte del raccolto come tributo, in quanto soggetti al monastero; infatti, i cesanesi sostenevano di essere proprietari del terreno e quindi di non dovere alcun tributo. 

Le gesta dei cesanesi che si oppongono al monastero sono ricordate da Cesare Cantù nel suo libro "Grande illustrazione del Lombardo-Veneto". 

La più seria delle rivolte scoppiò nel 1228 quando Domenico Dall'Acqua, a capo dei cesanesi, fece atterrare le mura e le torri e colmare i fossati che circondavano il borgo. I cesanesi furono però sconfitti e costretti a ricostruire ciò che avevano distrutto e a riconoscere la signoria del monastero. Il Torrazzo, tuttora esistente, è una testimonianza delle chiusura del borgo in quel periodo. 

All'inizio del XVI secolo Cesano fu infeudato ad Antonio Carcassola; nel 1538 fu venduto a Bartolomeo Arese insieme con i territori di Camnago, Limbiate, Meda, Mombello e Seveso. Da quel momento, le vicende della nostra Città sono strettamente legate a quelle della nobile famiglia milanese che nei secoli XVI e XVII vantò tra i suoi componenti personalità di spicco come Bartolomeo, capitano di giustizia nel 1636, reggente onorario del Consejo de Italia dal 1649 e presidente del Senato milanese dal 1660. 

Nella seconda metà del XVII secolo, Cesano divenne proprietà dei Borromeo-Arese, famiglia formatasi in seguito al matrimonio di Giulia Arese con Renato Borromeo. 

Durante la dominazione spagnola e il successivo governo austriaco, la famiglia Arese si fuse con quella dei Borromeo, conservando il feudo fino all'avvento di Napoleone Bonaparte. 

Nell'epoca napoleonica Cesano seguì le vicende di Milano, fece parte della Cisalpina e poi del Regno D'Italia e con la restaurazione successiva al Congresso di Vienna fece parte del Lombardo-Veneto. 

Dopo la costituzione del Regno d'Italia (1861), con regio decreto di Vittorio Emanuele, emanato a Napoli il 9 febbraio 1869, si ebbe un generale riassetto del territorio lombardo. A Cesano furono aggregati i territori di Binzago, fino ad allora Comune autonomo, e di Cassina Savina che apparteneva al feudo di Desio. 

Attualmente, Cesano è costituita da un centro e da sei frazioni: Binzago, Cascina Gaeta, Cassina Savina, S. Pio X, Sacra Famiglia e Villaggio Snia.

 
Dallo studio della documentazione archivistica si è appreso come si svolgevano le sedute del Consiglio Comunale, quali argomenti venivano prevalentemente dibattuti: si dava molta importanza alla manutenzione delle strade, all'organizzazione della scuola, all'assistenza sanitaria. Molto interessante è la lettura dei documenti che riguardano la costruzione della stazione ferroviaria sulla linea che collega Cesano a Milano: si ebbe molta cura nell'organizzare il deposito e il trasporto di mobili, visto che già durante il secolo scorso rappresentavano una delle principali industrie della zona. 

Cesano ebbe sempre una ricca vita economica. Così nel 1874 venne istituito un mercato del mobile e pochi anni dopo una fiera che si teneva due volte all'anno per la presentazione e la vendita di manufatti prodotti in Cesano. 

Lo stemma del Comune di Cesano fu attribuito da Vittorio Emanuele II nel 1929 e nel regio decreto del 19 luglio 1929 è così descritto: "D'argento, al castello diroccato di rosso su ristretto di terreno verde, sormontato da un volo abbassato di nero, cimato da corona antica d'oro." Nel 1999 a Cesano Maderno è stato concesso il titolo di Città.

I cittadini di Cesano presero viva parte alla Resistenza e molti furono internati nei campi di concentramento, testimoniando la partecipazione di Cesano alla lotta per la libertà. 

L'attuale sviluppo di Cesano ha avuto un grosso contributo dall'immigrazione degli anni Cinquanta e Sessanta. La Città, grazie alla vicinanza con Milano e alla notevole presenza sia di grandi industrie (Basf e Bracco) che di imprese artigiane, è sempre stata attivamente presente nell'economia lombarda. 

Un'attività che ebbe molta importanza durante il secolo scorso fu l'allevamento di bachi per la produzione di seta grezza che veniva poi tessuta nelle seterie comasche. 

Cesano però non è solo lavoro, è anche arte con i suoi magnifici palazzi e le sue chiese.

Ultima modifica: 26.03.2018