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Gli esterni



PIAZZA ESEDRA


Su preesistenze cinquecentesche, il conte Bartolomeo III Arese edificò la grande dimora signorile di Cesano Maderno, che prese forma tra il 1654 il 1663; cardine di un progetto architettonico e urbanistico unitario, è "Piazza Esedra". Delimitata su tre lati da murature continue, interrotte solamente da un portale con pilastri cuspidati, la piazza costituisce un trionfo barocco in terra briantea, e fu teatro di spettacoli e fiere, un esempio dell'ospitalità aresiana e del vivere in villa nel Sei-Settecento. Le murature a perimetro, caratterizzate da pinnacoli di pietrame assemblato alla maniera "naturalistica", presentano finiture a intonaco tinteggiato di colore bianco, cui si alternano fasce di pietrame a corsi sovrapposti in corrispondenza di lesene e tempietti con nicchie, due dei quali, sull'asse orizzontale, arricchiti da sculture, puttini e mascheroni allegorici.


CORTE NOBILE



Il piano terra del palazzo è organizzato intorno ad una corte quadrangolare centrale. Sul lato occidentale si colloca l'atrio d'ingresso, esternamente caratterizzato da una facciata impostata su tre corpi a sviluppo verticale e da un portone centrale in bugnato, ornato da lesene ioniche e sormontato da un balconcino in ferro battuto. Internamente la parete presenta un doppio portico retto da pilastri in bugnato di ordine dorico, secondo uno stile molto diffuso nelle dimore milanesi, tra le quali anche il palazzo della famiglia Arese Visconti Litta. La parete orientale della corte si caratterizza per un portico a sette fornici, coronato dalla suggestiva loggia, decorato con ricche cornici e nicchie con sculture a mezzibusti di imperatori romani.


LA LOGGIA


La Loggia è costituita da una sequenza di tre doppie campate con archi sorretti da colonne e lesene doriche; è frutto del rinnovamento architettonico dell'ala sud-orientale eseguito in epoca settecentesca con lo scopo, tra l'altro, di collegare le stanze di Bartolomeo III Arese e quelle della moglie Lucrezia Omodei Arese, distinte secondo un uso tipicamente nobiliare degli spazi del palazzo. Il volume architettonico, aperto ed arioso, presenta una decorazione pittorica costituita da finti partimenti architettonici collocati intorno alle porte e da raffigurazioni di putti collocati nei medaglioni delle volte che la coprono. I temi legati alla gloria del casato e alla morte di uno dei suoi esponenti, il figlio Giulio II Arese, fanno propendere per una datazione di queste figure collocabile intorno al 1665 e per un'autografia che la critica riferisce molto vicina a Federico Bianchi (1635-1719), già attivo al piano terra del palazzo.