Scopri il Giardino Arese Borromeo - Comune di Cesano Maderno

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Scopri il Giardino Arese Borromeo

Il Giardino Arese Borromeo si estende su di un'area di poco inferiore ai 100.000 mq e costituisce uno dei polmoni verdi della città, posto com'è nel cuore del centro abitato.

La prima indicazione che riferisce del giardino proviene da una raffigurazione pittorica della seconda metà del XVII secolo, presente in una sala del piano nobile: questa illustra un parco di dimensioni ridotte rispetto all'attuale impianto, che conserva tuttora l'impronta geometrica degli spazi.

Il successivo intervento di Francesco Castelli, architetto di fiducia di Bartolomeo III Arese, conduce alla grandiosa impostazione “all'italiana”: ricco di statue, fontane e di numerose specie di piante. Il giardino del Palazzo tuttavia, con impostazione pianeggiante, si propone come meglio adattabile alla concezione di un giardino di influenza francese.

L'aver assicurato nel 1690 il costante approvvigionamento di acqua proveniente dalle sorgenti della Val Sorda, nei pressi di Carugo, tramite la Roggia Borromeo, consentì l'irrigazione del parco e o giochi d'acqua. È di quest'epoca anche il prolungamento del viale dei carpini sino al bosco in fondo al giardino e la realizzazione della grande fontana tuttora presente in posizione assiale rispetto alla loggia.

 

I roseti del giardino
Nell'esteso parterre che corre parallelo al lato maggiore del giardino, delle otto aiuole che caratterizzavano nei secoli scorsi il viale centrale ne restano attualmente solo sei. Ciascuna aiuola quadrangolare, rigorosamente simmetrica rispetto alle altre, è caratterizzata da fioriture di rose dai colori sgargianti e da siepi di bosso abilmente potate al fine di ricreare disegni geometrici alternati agli emblemi borromaici.

La voliera
Posta all'arrivo del viale trasversale verso metà dell'area del giardino, lungo il lato settentrionale del parco, la voliera fu edificata nella seconda metà del Seicento. Si tratta di una pregevole costruzione di forma quadrata aperta verso il giardino da un portico a serliana e, su un altro lato, da un vasto lunettone. Uno spazio sicuramente ludico, ma anche affine alle esigenze di approvvigionamento, per una mensa ricca di succulenti uccelletti.

La fontana dei dromedari
La raffinata Fontana a gradoni di gusto romano decorata da due sculture di dromedari in cesta, emblema di casa Borromeo, vede alla sua conclusione la presenza di un bacino in cui l'acqua si raccoglie per filtrare sottoterra, fino ad una grande peschiera antistante detta “Vasca dei pesci rossi”. Qui facevano bella mostra, un tempo, sculture marine ora scomparse, opera dello scultore Giovan Battista Rainaldi.

Il tempietto del Fauno
Pregevole architettura che si attesta al vertice sud-orientale del giardino, è impostato su pianta a croce greca lobata con l'innesto ai quattro lati di absidiole emicilindriche. Le rappresentazioni all'interno, che evocano scene delle Parche, dello Zodiaco, dei Mesi e delle 4 Stagioni, rendono il tempietto la metafora di un mondo che esalta la natura. Nel sottosuolo si trova il vano di una piccola cisterna o ghiacciaia, per la conservazione di vivande per i rinfreschi di corte consumati nel parco.

Le statue del parco
Le statue del giardino comprendono oltre venti sculture a figura intera, la cui collocazione è stata più volte modificata con il trascorrere del tempo. La loro realizzazione risalirebbe al settimo decennio del Seicento, per mano dell'artista Giovanni Battista Volpino. Le statue presentano alcuni possibili raggruppamenti mostrando divinità ed eroi mitologici, personaggi biblici ed eroi storici o letterati, le allegorie dei Vizi e delle Virtù e altre sculture a tema classico greco- romano.

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